Risposta diretta: la competenza dipende dalla provincia in cui la domanda è stata presentata e dall’indirizzo comunicato. Non aprire una seconda pratica. 1) conserva ricevuta e numero pratica; 2) comunica il nuovo domicilio alla Questura e all’ufficio postale; 3) chiedi per iscritto se il fascicolo può essere trasferito. Documenti: passaporto, ricevuta, nuova dichiarazione di ospitalità o titolo dell’alloggio. Tempi e modalità variano per ufficio. Esempio: chi si trasferisce da Torino a Milano deve prima informare l’ufficio che ha ricevuto la domanda. Fonte: Portale Immigrazione e art. 5 TUI; verifica 24/10/2026.
A chi si applica: Chi ha cambiato provincia mentre il fascicolo è ancora presso l’ufficio che ha ricevuto la domanda e deve evitare un trasferimento non tracciato.
Passaggi operativi: 1) conserva ricevuta, numero pratica e prova del nuovo indirizzo; 2) comunica il trasferimento all’ufficio che ha ricevuto la domanda usando il contatto ufficiale indicato nella ricevuta; 3) allega documento, titolo dell’alloggio o ospitalità e nuova dichiarazione di residenza; 4) chiedi per iscritto quale Questura convoca e attendi conferma prima di presentarti in quella nuova.
Documenti da conservare: ricevuta, numero pratica, nuovo titolo dell’alloggio o ospitalità e comunicazione del cambio di indirizzo.
Termini e costi verificabili: Usa il termine scritto nella convocazione; il trasferimento non crea un termine o costo nazionale autonomo.
Eccezioni e casi particolari: Un cambio dentro la stessa provincia può richiedere solo l’aggiornamento dell’indirizzo; tra province serve conferma dell’ufficio competente.
Se la procedura si blocca: Invia una comunicazione tracciabile all’ufficio originario e chiedi accesso agli atti se non ricevi conferma.
Esempio pratico: Dopo il trasferimento Torino-Milano, la persona conserva la ricevuta e chiede a Torino se il fascicolo sarà trasferito.